CON VOTAZIONE: Presenti e Votanti n.15 (Assenti: Bua, Cossu M.) - Favorevoli n.15, nessun contrario o astenuto, espressi per alzata di mano; DELIBERA DI RIBADIRE LA PROPRIA TOTALE CONTRARIETÀ all’autorizzazione dell’intervento in questione, richiamando quanto specificato nel sopra richiamato parere da parte del Settore Tecnico comunale, soprattutto in merito al cumulo degli impianti nel territorio comunale ad alla assoluta non idoneità dell’area agricola interessata dall’intervento, per le particolari peculiarità e per la presenza di abitazioni e fabbricati agricoli a conduzione dei fondi (oliveti, vigneti, frutteti, coltivazioni orticole da campo) nelle immediate vicinanze.
Il documento integrale può essere scaricato qui: https://www.comitadudeturres.org/documentazione/7-verbali-comunali.html

Action Days contro EPH e Snam.
Mobilitazione internazionale promossa dalla rete Stop EPH dal 27 al 29 aprile, con azioni coordinate in diversi Paesi per denunciare il ruolo delle multinazionali nell’espansione delle infrastrutture fossili, anche in Sardegna, dove EPH opera tramite la controllata EP Produzione, mentre Snam porta avanti il progetto insostenibile e antidemocratico della metanizzazione.
La Sardegna è al centro di pratiche estrattiviste che passano attraverso il dominio della produzione e della distribuzione dell’energia. L’attenzione pubblica si è concentrata sulle gravi speculazioni legate alle fonti rinnovabili, vogliamo gettare luce anche su quelle legate alle fonti fossili.
Ragioniamo insieme su come elaborare un modello alternativo per una transizione energetica giusta, democratica, fondata sul rispetto degli ecosistemi, dei territori e di chi li vive.
Leggi l'intero comunicato: https://telegra.ph/Per-una-transizione-energetica-giusta-Action-Days-contro-EPH-in-Sardegna-04-22
Alla cortese attenzione di
Sindaco Metropolitano Dott. Giuseppe Mascia
Consiglio Metropolitano
Comune di Sassari
Oggetto: Richiesta di audizione
Le cittadine e i cittadini riuniti nei comitati e le associazioni sotto elencati, che
intendono partecipare alle politiche di tutela e valorizzazione del territorio,
fortemente preoccupati per le possibili conseguenze della speculazione
derivanti dal modello centralizzato di produzione di energia elettrica da fonti
rinnovabili in progetto nel Nord Ovest della Sardegna, con i relativi sistemi di
accumulo, chiedono un appuntamento per incontrare il Sindaco e
l’amministrazione della Città Metropolitana di Sassari.
Nella Città Metropolitana di Sassari incombono 139 progetti per circa 9 Gwp.1
A tutto ciò vanno sommate le centrali di accumulo dell’energia e i lavori di
adeguamento della rete elettrica.
Rimaniamo in attesa di riscontro e inviamo cordiali saluti.
Comitadu de Turres, …,








COMUNICATO STAMPA
La Sardegna decide: fronte di comitati, associazioni e movimenti pubblicano una mozione per l’autodeterminazione energetica ed ecologica
Si inaugura oggi una stagione di ferma opposizione politica e istituzionale allo Stato italiano in materia di transizione ecologica ed energetica. La mozione “La Sardegna decide” chiede alla Regione Autonoma della Sardegna l’apertura di un confronto politico e istituzionale finalizzato a condividere strategie e azioni in difesa della Sardegna, fino alla possibilità di una grande mobilitazione a Roma.
L’iniziativa conta già circa venti adesioni, che mettono insieme comitati territoriali, associazioni, movimenti civici e forze politiche eterogenee.
La raccolta delle adesioni è aperta e proseguirà attraverso questo modulo pubblico:
https://tinyurl.com/lasardegnadecide
Il testo completo della mozione si può leggere qui:
https://docs.google.com/document/d/1Lj5Q...
I promotori dichiarano:
«Questa mozione non è una battaglia contro la transizione energetica, ma contro un modello centralista e industriale che non risponde ai bisogni delle comunità e compromette i territori, in particolare quelli agricoli - ma non solo. Alla Regione chiediamo di scegliere se subire il centralismo dello Stato o rivendicare fino in fondo le proprie competenze e responsabilità»
La mozione individua sei impegni politici chiari che la RAS è chiamata ad assumere:
1. Impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge 15 gennaio 2026, n. 4, di conversione del D.L. 175/2025, che riduce al minimo lo spazio d’azione delle Regioni nella programmazione energetica e nella determinazione delle aree idonee alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
2. Scrivere in tempi rapidi la norma di attuazione dell’articolo 4 dello Statuto della Regione autonoma della Sardegna, rendendo effettiva la competenza regionale in materia energetica nel rispetto della direttiva europea RED III.
3. Attivare un confronto politico e giuridico anche in sede UE, contro le politiche energetiche dirigiste e centraliste dello Stato.
4. Far prevalere gli interessi dei territori sardi nell’elaborazione della politica energetica regionale, a partire dalla redazione di un Piano Energetico e Ambientale (PEARS) aggiornato e ancorato al fabbisogno energetico reale della popolazione dell’Isola.
5. Istituire un’Agenzia energetica regionale pubblica per governare la transizione, promuovere comunità energetiche, autoconsumo e produzione diffusa.
6. Completare il Piano Paesaggistico Regionale nelle aree interne, oggi esposte alla pressione dei grandi impianti industriali.
«Questa è una lotta che non può essere condotta da una sola parte degli attori presenti sulla scena sarda» - sottolineano i promotori - «Senza l’affiancamento delle istituzioni regionali, l’azione di comitati e associazioni è destinata a rimanere inefficace; allo stesso modo, senza il sostegno dei territori, l’azione delle istituzioni è destinata a fallire. Giunta e Consiglio regionale sono quindi chiamati ad aprire un confronto pubblico e paritetico con i territori e a sostenere una nuova fase di azioni e mobilitazione, anche mettendo in discussione celermente il pdl Pratobello, nel rispetto della volontà espressa dalle quasi 211 mila firme. Chiediamo di essere auditi dalla Commissione Speciale sull’Energia di prossima costituzione, per avviare un confronto istituzionale trasparente sul merito delle proposte»
ADESIONI IN CONTINUO AGGIORNAMENTO:
Comitato per la difesa dell'Anglona dalla speculazione energetica
Comitadu biodiversidade Anglona
Comitadu de Turres
Comitadu No eolicu Palas a terra
Comitato contro la speculazione energetica Mamoiada
Comitato di difesa del territorio No Tyrrenhian Link
Comitato No eolico Meilogu
Comitato nuraxino a difesa del territorio
Comitato Tutela Montiferru
Comitato S'Arrieddu Per Narbolia
Sardegna chiama Sardegna
Sardegna Possibile
PCI - Partito Comunista Italiano
Il Giardino, Gruppo informale Porto Torres
Italia Nostra Sardegna APS
Centro Internazionale Crocevia
Assotziu Consumadoris Sardigna
Societas Herpetologica Italica, sezione Sardegna
Associazione Zirichiltaggi - Sardinia Wildlife Conservation
Associazione Turistica Proloco Seneghe.
L’ombra del gas sulla Sardegna
Pubblicato il 19 Giugno 2025 | di redazione
di Paola Matova – ReCommon
Con una sentenza definitiva emessa lo scorso maggio, il Consiglio di Stato ha messo la parola fine al ricorso della Regione Sardegna contro il cosiddetto “DPCM Draghi” del 2022. Ovvero il decreto del Presidente del Consiglio, in sé un atto amministrativo, che aveva come scopo quello di individuare le infrastrutture necessarie per la sicurezza energetica e per il superamento del carbone sull’isola. La Regione Sardegna aveva presentato un ricorso contro il decreto, lamentando l’assenza di un vero confronto con il territorio e chiedendo maggiori garanzie su perequazione tariffaria e centralità nelle scelte energetiche. Leggi

